ESDEBITAZIONE DEBITORE INCAPIENTE - ESEMPIO 1
Da vent’anni di debiti a zero: un caso reale di esdebitazione
Marco (nome di fantasia), 50 anni, padre di 4 figli.
Marco mi ha contattato dopo la notifica di un decreto ingiuntivo. Dietro a quell’atto c’erano oltre vent’anni di difficoltà economiche.
Dopo l’uscita dall’azienda di famiglia, non ha mai ricevuto la liquidazione promessa.
Nel frattempo prova ad avviare una sua attività con un finanziamento agevolato, ma l’impresa fallisce perché i fondi non coprivano le spese reali.
Il debito resta.
Anche l’attività della moglie chiude dopo pochi anni.
Seguono: perdita del lavoro, lunghi periodi senza reddito, figli a carico, gravi problemi di salute in famiglia, nuove spese e nuovi prestiti.
Oggi Marco lavora, ma con uno stipendio insufficiente, mentre la moglie ha un part-time precario. Nonostante i sacrifici, le rate assorbono tutto e la famiglia è costretta a chiedere aiuto per le spese essenziali.
La soluzione:
Dall’analisi è emerso che Marco:
- non possiede beni liquidabili
- non ha capacità di rimborso nemmeno parziale
- è in crisi non colpevole
Abbiamo quindi attivato la procedura di esdebitazione dell’incapiente.
Il Tribunale ha cancellato integralmente tutti i debiti, perché non esisteva alcuna utilità per i creditori e nessuna possibilità concreta di pagamento.
Marco oggi può finalmente ripartire, senza pignoramenti, senza minacce, senza segnalazioni creditizie (CRIF ecc.). Questa è la prova che anche quando sembra non esserci più nulla da fare, una soluzione legale esiste.
La legge non è fatta solo per chi può pagare, ma anche per chi ha davvero perso tutto.
Se sei in una situazione simile rivolgiti ad Equilibrio Debiti Consulting.
Dott. Gabriele Scarpaci
Un uomo di 55 anni, ex imprenditore, da anni in difficoltà economiche che lo avevano ormai schiacciato.
Per oltre 20 anni aveva gestito una piccola attività. Poi, una serie di eventi gravi e imprevisti hanno fatto crollare tutto: la malattia e la perdita della madre, la crisi dell’azienda, cartelle esattoriali, rate fiscali insostenibili, debiti con banche e finanziarie.
Nel frattempo ha dovuto chiudere la ditta ed è diventato dipendente, con uno stipendio di circa 1.100 euro al mese, insufficiente anche solo per vivere serenamente. I debiti complessivi superavano 170.000 euro.
L’unico patrimonio era composto da due piccoli magazzini e un piccolo terreno, per un valore molto più basso rispetto al debito, pari a circa 90.000 euro. La situazione era chiara: anche vendendo tutto, non sarebbe mai riuscito a pagare.
La soluzione:
Abbiamo presentato al Tribunale una procedura di liquidazione controllata. Il piano prevede:
- la vendita dei pochi beni rimasti,
- il pagamento delle spese di procedura, e la distribuzione delle somme ai creditori secondo la legge.
Una parte dei debiti verrà pagata solo in minima percentuale con la vendita dei beni.
Il resto verrà cancellato per legge.
Se sei in una situazione simile rivolgiti ad Equilibrio Debiti Consulting.
Dott. Gabriele Scarpaci
Una giovane coppia con due figli minorenni da anni, pur facendo enormi sacrifici, non riusciva più a sostenere il peso dei debiti.
Nel 2009 avevano acceso un mutuo ipotecario per acquistare la prima casa. Negli anni successivi, per far fronte alle normali spese familiari, avevano sottoscritto alcuni finanziamenti. Per molto tempo hanno sempre pagato tutto, rinunciando a qualsiasi extra, chiedendo aiuto a parenti e amici, pur di non saltare una rata.
Poi è accaduto l’imprevisto.
Un grave incendio domestico ha distrutto gran parte dell’appartamento e dell’arredamento. Le spese per rendere di nuovo abitabile la casa hanno fatto saltare ogni equilibrio. Da quel momento il bilancio familiare è diventato insostenibile.
La situazione:
Un solo reddito da lavoro dipendente: circa 1.700 € netti al mese
La moglie disoccupata
Spese familiari mensili: oltre 1.170 €
Due figli minorenni
I debiti complessivi (escluso il mutuo prima casa, regolarmente pagato) tra prestiti personali, carte di credito, cessione del quinto e finanziamenti revolving superavano i 100.000 €.
Nonostante la volontà di pagare, era evidente che con quei redditi non sarebbe mai stato possibile rientrare da tutto senza sacrificare la dignità della famiglia.
Anche ipotizzando la vendita dell’immobile, il ricavato reale in caso di asta sarebbe stato molto più basso rispetto al debito. Continuare a “stringere i denti” non era una soluzione: avrebbe solo aggravato la situazione.
La soluzione: Abbiamo avviato una procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore.
Il piano, omologato dal Tribunale, prevede il versamento complessivo: 14.993 € in 60 mesi con rata totale familiare: 251 € al mese.
Tutto il resto dei debiti viene definitivamente cancellato per legge.
Il risultato:
Su oltre 100.000 € di debiti, la famiglia ne paga meno di 15.000€ in 5 anni con una rata sostenibile
Alla fine del piano:
✔️ tutti i debiti residui saranno estinti
✔️ cessano pignoramenti, segnalazioni, pressioni
✔️ la famiglia può ripartire senza più il peso del passato
il cliente per anni ha sempre pagato tutto.
Non era un “cattivo pagatore”, non aveva mai saltato una rata.
Poi la sua vita è cambiata in poco tempo.
La separazione dalla moglie, con l’obbligo di mantenimento dei figli, ha fatto saltare l’equilibrio economico.
Allo stesso tempo, il suo stato di salute – già compromesso da una patologia cronica importante – è peggiorato, portandolo in una condizione di forte stress e fragilità.
Fino a quel momento, i finanziamenti accesi erano sempre stati sostenibili.
Dopo il divorzio, invece, le spese hanno iniziato a superare le entrate.
Per cercare di reggere, ha accettato una proposta di consolidamento dei debiti.
L’idea era semplice:
un’unica rata per chiudere tutto. In realtà è stato l’inizio del tracollo. Il nuovo prestito, di 10 anni, con una rata da 569 € al mese, è servito a estinguere:
vecchi prestiti personali
carte di credito
una cessione del quinto
rate per lavori in casa
finanziamenti per l’auto
spese familiari
Ma il reddito non reggeva più quel peso. Nel frattempo si è rivolto anche a uno studio legale, pagando 182 € al mese, senza però ottenere una vera soluzione.
Lavoro dipendente a tempo indeterminato
Circa 1.300 € netti al mese
Circa 2.000 € al mese
Ogni mese mancavano oltre 700 € per arrivare a fine mese.
Consolidamento: 51.794 €
Prestito personale: 15.893 €
Cessione del quinto: 7.920 €
Altro finanziamento: 6.539 €
Totale oltre 82.000 €
Aveva anche un mutuo, ma quello veniva regolarmente pagato e non è stato toccato.
il Cliente possedeva alcune quote di immobili, ma il valore reale in caso di vendita forzata sarebbe stato molto più basso rispetto al valore di mercato.
Anche vendendo tutto, i creditori non sarebbero stati soddisfatti e lui avrebbe perso i beni senza risolvere i debiti.
Abbiamo avviato una procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore.
Il piano omologato prevede:
14.293 €
84 mesi (7 anni)
239 € al mese
Tutto il resto dei debiti viene cancellato per legge.
Su oltre 82.000 € di debiti, ne pagherà poco più di 14.000 €.
Alla fine del piano:
✔️ nessun pignoramento
✔️ nessuna segnalazione
✔️ nessuna pressione
✔️ debiti residui estinti
✔️ una vita finalmente sostenibile
Per tutta la vita ha lavorato onestamente, senza mai immaginare che un giorno si sarebbe trovato con la casa pignorata e i debiti che crescevano senza controllo.
La sua storia non nasce da spese folli, ma da un progetto familiare costruito con amore: creare un’attività agricola per garantire un futuro ai figli e alla nipote.
Per questo ha fatto ciò che molti genitori farebbero:
ha messo i propri beni a garanzia per aiutare la figlia ad avviare un’impresa.
Non era socio, non guadagnava nulla, non aveva ruoli nell’azienda.
Era solo un padre che si fidava.
All’inizio tutto sembrava funzionare. Con risparmi personali e contributi pubblici, è stato realizzato un impianto per la coltivazione : serre, strutture, vasche, capannoni.
I primi anni davano speranza.
Ma poi sono arrivati:
rincari delle materie prime
ritardi nei finanziamenti pubblici
difficoltà di mercato
problemi familiari
e, soprattutto, il fallimento dell’ex marito della figlia, che ha trascinato con sé debiti enormi.
Su molti di quei finanziamenti, lui figurava come garante o datore di ipoteca.
Quando l’attività non ha più retto, i creditori non si sono rivolti alla figlia…
ma a lui.
Nel frattempo sono sopraggiunti gravi problemi di salute, ricoveri, un infarto, cure costose.
La figlia, rimasta sola con una bambina, è tornata a vivere con i genitori.
Da quel momento:
le rate hanno iniziato a saltare
sono arrivate le prime ingiunzioni
poi i precetti
infine i pignoramenti sugli immobili
Il peso psicologico era enorme.
Oggi la famiglia vive con due pensioni, per un totale di circa:
➡️ 1.270 € al mese
Con queste entrate dovevano affrontare:
un mutuo ipotecario superiore a 150.000 €
debiti fiscali con l’Agenzia delle Entrate
spese legali e bancarie
finanziamenti residui
I debiti complessivi superavano 180.000 €.
Anche vendendo tutto all’asta, il ricavato non avrebbe coperto neppure la metà del debito.
Continuare a resistere significava solo perdere tutto e restare comunque indebitati.
È stata avviata una procedura ex art. 67 del Codice della Crisi, con l’ausilio dell’OCC e del Tribunale.
Il piano prevede:
61.393 € totali
di cui 15.000 € subito
e 84 rate da 553 €
Tutto il resto viene cancellato per legge.
Da una situazione senza via d’uscita, con la casa pignorata e la paura costante, oggi questa famiglia ha:
✔️ una rata sostenibile
✔️ la sospensione delle esecuzioni
✔️ la protezione del Tribunale
✔️ una data di fine debiti
La signora si è rivolta a noi dopo anni vissuti nell’ansia, pur non avendo mai chiesto prestiti per sé.
Il suo problema nasce da una fideiussione firmata per il marito, imprenditore.
Quando l’azienda del coniuge è entrata in crisi, lei si è ritrovata improvvisamente coinvolta in debiti enormi, pur non avendo mai beneficiato direttamente di quei finanziamenti.
Con il tempo, la situazione familiare è peggiorata:
i rapporti con il marito si sono incrinati e Rita ha deciso di tutelarsi autonomamente, cercando una soluzione solo per sé.
L’impresa del marito ha iniziato a perdere fatturato a causa:
crisi del settore,
forte concorrenza,
costi anticipati
sanzioni e interessi per ritardi nei pagamenti.
Nel giro di pochi anni l’azienda non è più riuscita a sostenersi.
La moglie, in qualità di garante, si è ritrovata esposta verso banche, finanziarie e Agenzia delle Entrate, senza avere mai gestito direttamente l’attività.
Pensione: 2.073 €
Rendita da eredità: 1.648 €
Entrate totali: circa 3.720 € al mese
circa 1.450 €
Oltre 620.000 € di esposizione complessiva, così suddivisa:
Debito ipotecario verso banca: 181.522 € (solo la sua quota)
Debiti fiscali: 260.967 €
Prestiti personali e pignoramenti: circa 180.000 €
Nonostante possedesse alcune quote immobiliari, il loro valore reale in caso di vendita forzata sarebbe stato molto più basso, con una perdita fino al 50% rispetto al valore di mercato.
In caso di esecuzione, i creditori avrebbero incassato molto meno e lei avrebbe perso tutto.
Abbiamo avviato una procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore, prevista dal Codice della Crisi.
Il piano prevede:
Importo complessivo: 231.076 €
84 rate da 2.750 €
Durata: 7 anni
Tutto il resto viene cancellato per legge.
Su oltre 620.000 € di debiti, ne pagherà circa 231.000 € in modo sostenibile.
Alla fine del piano:
✔️ cessano pignoramenti ed esecuzioni
✔️ non potrà più essere aggredita dai creditori
✔️ i debiti residui saranno estinti
✔️ potrà finalmente vivere senza paura
Una coppia di coniugi, entrambi oltre i 70 anni, si è rivolta a noi dopo una vita di sacrifici e responsabilità.
Il marito è un pensionato che, per anni, ha sempre onorato ogni impegno con banche e finanziarie. Nonostante l’età, ha persino lavorato fuori sede pur di non saltare una rata del mutuo e dei finanziamenti.
Con il tempo, però, le spese familiari sono aumentate:
uno dei figli ha intrapreso studi universitari lontano da casa, l’altro ha avuto bisogno di aiuto economico per avviare una piccola attività.
Come accade a tante famiglie, i genitori hanno fatto di tutto per sostenere i figli, anche oltre le proprie possibilità. Poco alla volta, oltre metà della pensione veniva assorbita dalle rate, lasciando ben poco per bollette, spesa e cure mediche.
La coppia non stava più vivendo: stava solo cercando di “resistere”.
Nonostante la buona fede e la volontà di pagare, la situazione era ormai diventata oggettivamente insostenibile.
Un solo reddito: pensione
Entrate mensili: circa 2.500 €
Moglie disoccupata
Nucleo familiare: 3 persone
Spese familiari mensili: circa 2.250 €
Mutuo ipotecario: 81.470 €
Debiti fiscali: circa 8.500 €
Fido e prestiti personali: circa 26.000 €
Debiti totali superiori a 115.000 €
La famiglia possedeva due immobili, ma il valore reale in caso di vendita all’asta sarebbe stato inferiore di oltre il 60% rispetto al valore di mercato.
In caso di esecuzione forzata, i creditori non avrebbero comunque recuperato il loro credito, e la famiglia avrebbe perso tutto.
Abbiamo costruito un piano di ristrutturazione su misura, che il Tribunale ha ritenuto sostenibile e conveniente per tutti.
Importo totale da versare: 84.744 €
Durata: 6 anni
Rate:
750 € al mese per 72 mesi
514 € al mese per 60 mesi
Poiché la moglie non ha reddito, tutte le rate vengono sostenute dal marito.
Tutto il restante debito viene cancellato per legge.
Su oltre 115.000 € di debiti, la famiglia ne pagherà circa 84.000 € in modo sostenibile, senza perdere dignità e senza vivere sotto pressione.
Alla fine del piano:
✔️ i debiti residui saranno estinti
✔️ nessun creditore potrà più agire
✔️ cessano pignoramenti e segnalazioni
✔️ la famiglia potrà finalmente vivere con serenità
Una famiglia composta da marito, moglie e due figli ha deciso di ricorrere al sovraindebitamento dopo anni di sofferenza economica, emotiva e personale.
La loro storia non nasce da spese folli o leggerezza, ma da una serie di eventi gravi che hanno segnato profondamente la loro vita.
Il capofamiglia aveva lavorato per molti anni come dipendente, poi aveva deciso di aprire una piccola attività in proprio. Purtroppo, a causa di minacce ed estorsioni subite, è stato costretto a chiudere la ditta nel giro di pochi mesi. Da quel momento è iniziato un lungo periodo di paura, isolamento e difficoltà psicologiche che lo ha tenuto lontano dal lavoro per diversi anni.
La famiglia, per sopravvivere, è stata aiutata dai genitori della moglie.
Nel frattempo i debiti sono aumentati, perché per pagare quelli vecchi venivano accesi nuovi finanziamenti.
Un classico circolo vizioso del sovraindebitamento.
Solo dopo anni l’uomo è riuscito a rientrare nel mondo del lavoro, ma con stipendi bassi e precari.
Anche quell’impiego è poi terminato per crisi aziendale.
Un solo reddito da lavoro dipendente
Stipendio lordo: 1.450 € al mese
Moglie disoccupata
Spese familiari mensili: 1.240 €
Quattro persone a carico
I debiti complessivi superavano 155.000 €, tra:
banche e finanziarie
debiti fiscali
carte di credito
vecchi lavori non pagati
Nel frattempo esisteva anche un pignoramento sullo stipendio.
La famiglia possedeva solo piccoli immobili di modesto valore, che in caso di asta non avrebbero mai coperto i debiti.
Anche vendendo tutto, non sarebbe mai stato possibile pagare.
Abbiamo presentato una procedura familiare di ristrutturazione dei debiti.
Il piano prevede:
Importo totale da versare: 20.919 €
Durata: 72 mesi
Rata: 291 € al mese
Tutto il resto dei debiti viene cancellato per legge.