Questa è la storia di un uomo che, dopo una vita di sacrifici e puntualità nei pagamenti, si è ritrovato schiacciato da eventi imprevedibili. Dimostra come il Codice della Crisi (ex Legge 3/2012), se applicato con rigore tecnico, possa davvero restituire la dignità a una persona.
Il nostro cliente è sempre stato un "pagatore esemplare". Mai un ritardo, mai una segnalazione. Poi, due eventi simultanei hanno spezzato l’equilibrio:
La Separazione: L'obbligo del mantenimento dei figli ha raddoppiato le sue uscite mensili.
La Malattia: Una patologia cronica importante ha aggravato il suo stato di salute, limitando la sua capacità di gestione dello stress e aumentando le spese mediche.
Per cercare di salvarsi, il cliente ha commesso l'errore che molti fanno: un consolidamento debiti. Un nuovo prestito a 10 anni con una rata da 569€ al mese che, invece di aiutarlo, lo ha trascinato nel baratro definitivo.
Al momento della nostra prima consulenza, il quadro era drammatico. Nonostante un lavoro a tempo indeterminato, i numeri non mentivano:
Reddito Netto: € 1.300
Spese Essenziali & Mantenimento : € 2.000
Deficit Mensile: - € 700
Debito Totale Accumulato: € 82.146
Il debito includeva: consolidamento, prestiti personali, cessione del quinto, carte di credito e finanziamenti auto. Anche vendendo le sue piccole quote immobiliari, il cliente non avrebbe mai coperto il debito e avrebbe perso la casa.
Ho analizzato la pratica applicando le novità del Correttivo-ter 2024 al D.Lgs. 14/2019.
Invece di procedere con una liquidazione (che gli avrebbe fatto perdere i beni), abbiamo optato per la Ristrutturazione dei Debiti del Consumatore.
Il Piano presentato in Tribunale:
Abbiamo dimostrato che il cliente era "meritevole": il debito non era stato causato da spese folli, ma da eventi sfortunati e da un ricorso al credito indotto dalla necessità di sopravvivere.
Il Giudice del Tribunale ha accolto la nostra proposta, riconoscendo l'insostenibilità della situazione precedente.
I Numeri del Successo:
Debito Originario: € 82.146
Debito da Versare (Piano Omologato): € 14.293
Taglio del Debito: 83%
Nuova Rata Sostenibile: € 239 al mese (invece di € 569 + altri finanziamenti)
Durata del Piano: 84 mesi (7 anni)
Risultato Finale: Oltre 67.000€ di debiti sono stati legalmente cancellati. Il cliente mantiene il suo mutuo (pagato regolarmente), mette al sicuro i suoi beni e, soprattutto, torna a vivere senza l'incubo dei pignoramenti.
"Questo caso ci insegna che il consolidamento debiti spesso non è la soluzione, ma un palliativo pericoloso. La vera svolta è stata applicare il Codice della Crisi per ottenere un piano basato sulla reale capacità di reddito del cliente. Oggi, grazie all'esdebitazione, quest'uomo può garantire un futuro ai suoi figli e curare la propria salute con la serenità che merita."
– Dott. Gabriele Scarpaci
Non aspettare che i pignoramenti blocchino la tua vita. Come dimostrato in questo caso, una soluzione legale esiste!
Esistono storie che sembrano senza via d'uscita. Quella di Marco (nome di fantasia) è iniziata vent'anni fa e si è conclusa pochi mesi fa con una sentenza del Tribunale che ha cancellato ogni suo debito.
Marco, 50 anni e padre di 4 figli, ha vissuto un calvario iniziato con la perdita del lavoro nell'azienda di famiglia. Da lì, una serie di eventi a catena:
Un'impresa fallita: Un finanziamento agevolato che non copriva le spese reali.
Crisi familiare: La chiusura dell'attività della moglie e lunghi periodi di disoccupazione.
Fragilità: Gravi problemi di salute in famiglia e la necessità di contrarre nuovi debiti solo per sopravvivere.
Nonostante oggi Marco e sua moglie lavorino, i loro stipendi precari non riuscivano nemmeno a coprire gli interessi. Ogni mese mancava il necessario per i beni di prima necessità.
Quando Marco si è rivolto a me, abbiamo effettuato un'analisi profonda secondo il Codice della Crisi d'Impresa (D.Lgs. 14/2019), aggiornato al Correttivo-ter 2024.
Abbiamo accertato tre requisiti fondamentali:
Assenza di beni: Marco non possedeva immobili o beni di valore da vendere.
Nulla tenenza: Il reddito familiare bastava appena per il sostentamento dignitoso dei 4 figli.
Meritevolezza: Il sovraindebitamento non era colpa di Marco, ma frutto di una tragica serie di sfortune economiche e di salute.
Grazie all’art. 283 del Codice della Crisi (ex art. 14-quaterdecies L. 3/2012), abbiamo presentato un’istanza per l’Esdebitazione dell'Incapiente.
Questa procedura è un atto di civiltà: permette a chi è in stato di povertà assoluta di cancellare i debiti una volta nella vita senza versare nulla ai creditori, a patto di dimostrare la propria onestà.
Il Tribunale ha accolto integralmente la nostra tesi. Il risultato per Marco è stato straordinario:
Debiti Cancellati al 100%: Oltre vent'anni di pendenze azzerate con un decreto.
Stop alle Minacce: Fine dei decreti ingiuntivi e delle telefonate dei recupero crediti.
Riabilitazione Creditizia: Cancellazione dalle liste dei cattivi pagatori e ritorno alla vita sociale.
"La legge non è fatta solo per chi può pagare, ma è nata soprattutto per proteggere chi ha perso tutto e merita una seconda possibilità." – Dott. Gabriele Scarpaci
Il caso di Marco dimostra che anche quando sembra che non ci sia più nulla da fare, esiste uno strumento legale per ripartire. Se ti senti soffocato dai debiti, non aspettare che la situazione peggiori.
Contattami per un’analisi gratuita. La tua libertà finanziaria è un diritto sancito dalla legge.
Esistono situazioni in cui il debito non è frutto di leggerezza, ma di una concatenazione di eventi imprevisti che toglierebbero il respiro a chiunque. Questa è la storia di una coppia di coniugi che, dopo anni di sacrifici, ha scelto la via della Liquidazione Controllata per mettere un punto definitivo a un passato doloroso.
Il protagonista, un ex servitore dello Stato nella Polizia Penitenziaria, ha visto la sua vita cambiare radicalmente a causa di:
Gravi problemi di salute: Una profonda depressione reattiva che ha portato alla dispensa dal servizio per inabilità.
Emergenze sanitarie familiari: Un figlio con gravi intolleranze alimentari e la moglie colpita da una patologia oncologica.
La trappola del credito: Per far fronte alle cure e alle ristrutturazioni necessarie, la famiglia è entrata in un circolo vizioso di prestiti, cessioni del quinto e mutui che hanno eroso ogni disponibilità economica.
Al momento del ricorso, la situazione era tecnicamente definibile come sovraindebitamento incolpevole.
Il Passivo Complessivo:
Debiti Totali: Circa 290.000 € (tra mutuo ipotecario INPS, Agenzia delle Entrate, prestiti bancari e pignoramenti in corso).
Reddito: Una pensione di circa 1.300 € netti, già pignorata, che doveva servire per il sostentamento di due persone e per costose cure mediche.
L'Attivo Disponibile:
Un unico immobile (abitazione principale) valutato circa 60.000 €.
Di fronte a un debito quasi 5 volte superiore al valore del patrimonio, abbiamo attivato la procedura di Liquidazione Controllata.
Cosa abbiamo proposto al Tribunale:
Messa a disposizione dell'immobile: La vendita della casa per soddisfare, nei limiti del possibile, i creditori (partendo dai prededucibili e dal mutuo ipotecario).
Integrazione mensile: Il versamento di una piccola quota mensile (188 € per 36 mesi) derivante dalla pensione, come segno di buona fede e massima diligenza.
Tutela del Minimo Vitale: Abbiamo presentato un'istanza specifica per escludere dalla liquidazione l'intera pensione necessaria per le cure oncologiche e il sostentamento dignitoso della coppia, basandoci sui parametri ISTAT e sulle necessità mediche documentate.
Grazie a questa procedura, la famiglia ha ottenuto:
Sospensione delle azioni esecutive: Stop ai pignoramenti e alle minacce sui beni.
Esdebitazione: Al termine della procedura, i debiti non soddisfatti dalla vendita dell'immobile verranno cancellati, permettendo alla coppia di tornare a vivere con la sola pensione, finalmente libera da trattenute.
Diritto alla salute garantito: Il riconoscimento giudiziale che le spese mediche per il cancro e la depressione hanno priorità assoluta rispetto alle pretese dei creditori.
"Non abbiamo cercato scorciatoie. Abbiamo messo tutto quello che avevamo sul tavolo per dire ai creditori: 'Questo è tutto ciò che resta, ma la nostra salute e la nostra dignità non sono in vendita'."
Il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza offre strumenti potenti per chi ha agito con onestà ma è stato travolto dagli eventi. La storia di questa famiglia dimostra che esiste una via legale per ricominciare.
Contatta Equilibrio Debiti Consulting per un'analisi gratuita e riservata. Dott. Gabriele Scarpaci
Questa è la storia di un ex piccolo imprenditore che, dopo aver lottato per anni contro la crisi del settore e la sfortuna, è riuscito a ottenere il "Fresh Start" (nuovo inizio) previsto dalla legge, vedendo cancellati integralmente i suoi debiti.
Il protagonista di questa vicenda eredita l'azienda di famiglia nel settore conserviero. Per anni l'attività è florida, ma poi arriva la "tempesta perfetta":
Scarsità di materie prime: Il settore entra in crisi profonda.
La truffa: L'imprenditore subisce una truffa per migliaia di euro tramite assegni falsi, un colpo durissimo per la liquidità aziendale.
L'effetto valanga: Per salvare l'azienda e pagare i dipendenti, inizia a contrarre finanziamenti (Compass, Deutsche Bank, BNL) e accumula debiti con l'Erario e l'INPS.
Nonostante la vendita dell'unica casa di proprietà per cercare di tappare i buchi, i debiti residui continuano a pesare come un macigno. Dopo la chiusura della ditta, seguono anni di disoccupazione e precarietà, aggravati dal periodo COVID.
Oggi il protagonista lavora come operaio edile, ma il suo stipendio non basta nemmeno a coprire le spese minime per la sua famiglia (composta da compagna e due figlie).
Entrate (Stipendio): € 1.200
Spese per il Sostentamento: € 1.640
Deficit Mensile: - € 440
Debito Totale Residuo: € 95.669
Con un debito di quasi 100.000€ e un bilancio familiare costantemente in rosso, la situazione era legalmente e umanamente insostenibile.
Grazie al mio intervento, ho analizzato la pratica sotto il profilo della meritevolezza. Ho dimostrato al Giudice che il sovraindebitamento non era dovuto a colpa grave o dolo, ma a fattori esterni (tuffe subite, crisi di settore, disoccupazione).
Abbiamo quindi attivato la procedura prevista dall'Art. 283 del Codice della Crisi (ex Art. 14-quaterdecies L. 3/2012): l'esdebitazione del debitore incapiente.
Il Tribunale ha accolto la nostra istanza. Essendo il debitore privo di utilità da offrire (ovvero non avendo proprietà o eccedenze di stipendio), il Giudice ha decretato:
Cancellazione Totale: Tutti i 95.669€ di debiti sono stati stralciati.
Unico Onere: Il solo compenso dell'OCC (Organismo di Composizione della Crisi), pagabile in 3 anni.
Protezione Totale: Blocco immediato di ogni pignoramento e azione esecutiva.
Il punto di svolta: Questa procedura permette a chi è meritevole ma ha perso tutto, di "ripulirsi" e tornare a essere un soggetto attivo nell'economia, senza il peso di un passato finanziario schiacciante.
Molti credono che per accedere alle leggi sul sovraindebitamento sia necessario avere dei soldi da offrire. Non è sempre così. Se sei un "debitore incapiente" (ovvero il tuo reddito serve tutto alla sopravvivenza della tua famiglia) e sei stato una persona onesta ma sfortunata, la legge ti permette di azzerare tutto e ripartire.
Non lasciare che un pignoramento decida il tuo futuro.
CONTATTAMI PER UN'ANALISI GRATUITA DELLA TUA SITUAZIONE
Dott. Gabriele Scarpaci – Esperto in Crisi da Sovraindebitamento
A volte, dire "sì" per salvare il posto di lavoro proprio e dei colleghi può trasformarsi in un incubo finanziario. Questa è la storia di un lavoratore dipendente che ha vissuto un calvario durato oltre un decennio, schiacciato da un debito complessivo arrivato a ben 74.000 €, in gran parte dovuto a tasse mai pagate dal suo ex datore di lavoro.
Ecco come siamo riusciti a tirarlo fuori da questa trappola legale e finanziaria.
La situazione di sovraindebitamento di questo lavoratore non è nata da spese di lusso, ma da una serie di sfortunati eventi a catena e da un atto di eccessiva generosità:
Le spese familiari: A seguito di un divorzio, il lavoratore si è ritrovato a dover sostenere l'assegno di mantenimento per il figlio e le spese di crescita. Con uno stipendio precario, ha dovuto ricorrere ai primi prestiti per far fronte alle necessità quotidiane.
La Trappola del "Prestanome": Per evitare la chiusura dell'azienda in cui lavorava e salvare i posti di lavoro, ha accettato in buona fede di figurare come legale rappresentante su richiesta del titolare (che versava in gravi condizioni di salute). Alla morte di quest'ultimo, l'azienda ha chiuso e il lavoratore ha "ereditato" formalmente tutti i debiti fiscali mai versati dal vero proprietario.
Il Pignoramento e il Fermo Auto: Trovato finalmente un nuovo impiego stabile, il peso dei prestiti personali e delle cartelle esattoriali (per un totale di 74.000 €) ha fatto scattare il pignoramento del quinto dello stipendio. A questo si è aggiunta la minaccia del fermo amministrativo sull'unica auto, indispensabile per recarsi al lavoro.
Quando il debitore ha richiesto la mia assistenza, ho individuato la strada della Ristrutturazione dei Debiti del Consumatore.
Il requisito chiave in questi casi è la meritevolezza. Era fondamentale dimostrare al Tribunale che il lavoratore non aveva agito con l'intento di frodare i creditori, ma che il debito era frutto di necessità familiari e di una scelta fatta in totale buona fede per tutelare l'occupazione. Non essendoci immobili di proprietà da liquidare, l'unica risorsa disponibile era una parte del suo stipendio.
Ho strutturato e proposto ai creditori (banche, finanziarie e Agenzia delle Entrate) un piano basato sulla reale capacità di rimborso del lavoratore, calcolando al centesimo le spese incomprimibili (affitto, mantenimento del figlio, utenze, vitto) per non intaccare il minimo vitale.
Modalità di pagamento: A fronte di un debito iniziale di 74.000 €, il debitore verserà un totale di soli 19.562,05 €, ripartiti in 60 comode rate mensili da 327,00 € (5 anni). Una cifra assolutamente sostenibile che va a sostituire il caos dei pignoramenti multipli.
Il Tribunale ha riconosciuto che la mia proposta è molto più conveniente per i creditori rispetto a un pignoramento forzato (che avvantaggerebbe un solo creditore danneggiando tutti gli altri).
Grazie all'omologazione di questo piano, il lavoratore ha ottenuto:
Stop ai Pignoramenti: Tutte le esecuzioni forzate mobiliari e sullo stipendio sono state bloccate.
Sblocco dell'Auto: È stata richiesta e ottenuta la sospensione del fermo amministrativo, permettendogli di continuare a lavorare.
Esdebitazione Totale: Al termine del pagamento delle 60 rate, l'interessato vedrà cancellati per sempre i restanti 54.400 € circa di debito, tornando a essere un cittadino libero.
"Non lasciare che un errore commesso in buona fede o i debiti altrui distruggano il tuo futuro lavorativo e familiare."
Se sei schiacciato da debiti fiscali, bancari o ti trovi incastrato in situazioni simili, sappi che la normativa sul Sovraindebitamento (Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza) offre strumenti concreti per ripartire.
Contattami per un'analisi riservata e gratuita della tua situazione.
La storia di un lavoratore che, dopo vent'anni di dedizione, è stato travolto dalla crisi dell'editoria, riuscendo finalmente a cancellare oltre 75.000 € di debiti senza versare un euro ai creditori.
Il cliente ha lavorato per oltre vent'anni come trasportatore autonomo, garantendo la consegna dei giornali in cità e provincia. La sua era una vita di sacrifici e orari impossibili, finché una serie di eventi fuori dal suo controllo non ha trasformato il suo sogno lavorativo in un incubo finanziario:
Il taglio dei compensi: Tra il 2014 e il 2016, subisce riduzioni drastiche delle entrate (circa 700 € in meno al mese) nonostante il carico di lavoro restasse invariato.
L’imprevisto tecnico: Un guasto grave al mezzo da lavoro lo costringe a un finanziamento di 30.000 € per non perdere l'attività.
Il colpo di grazia: Nel 2019, l'azienda interrompe improvvisamente i rapporti con il consorzio, lasciando senza impiego dopo decenni di servizio impeccabile.
Schiacciato tra tasse arretrate, rate della banca e la mancanza di un lavoro fisso, si è ritrovato in un vicolo cieco, con un debito che cresceva giorno dopo giorno.
Al momento del nostro intervento, la situazione era umanamente e legalmente insostenibile. Con la moglie impiegata in un call-center e un piccolo sussidio statale, le entrate non riuscivano nemmeno a coprire l'affitto e la spesa per la famiglia.
Debito Totale Iniziale: € 75.961
Patrimonio: Nullo (Carmelo vive in affitto e non possiede immobili).
Bilancio Familiare: In costante perdita (circa -358 € al mese), ripianata solo grazie all'aiuto economico del padre.
Abbiamo analizzato il caso sotto il profilo della meritevolezza, dimostrando al Tribunale che era un debitore onesto ma sfortunato, vittima di una crisi di settore e non di scelte irresponsabili.
Abbiamo attivato la procedura prevista dall’Art. 14-quaterdecies della Legge 3/2012 (oggi confluita nel Codice della Crisi): l’esdebitazione del debitore senza utilità. Questa norma permette a chi ha perso tutto di ripulire la propria fedina finanziaria senza dover offrire nulla ai creditori.
Il Giudice ha accolto la nostra istanza, riconoscendo a Carmelo il diritto a un vero "Fresh Start".
Debito Cancellato: € 75.961 stralciati integralmente.
Pagamento Creditori: 0 €. Carmelo non dovrà versare nulla a Banche o Fisco.
Unico Onere: Il solo compenso per l'Organismo di Composizione della Crisi (OCC), per un importo di 1.500 €, pagabile in 4 anni.
Ripartenza Immediata: Carmelo può ora tornare a cercare lavoro o essere assunto senza il timore di pignoramenti sullo stipendio.
Molti credono che per accedere alla "Legge Salva-Suicidi" serva avere una casa o dei risparmi. Questo caso dimostra il contrario. Se sei un "debitore incapiente" — ovvero se il tuo reddito serve tutto alla sopravvivenza della tua famiglia e non hai proprietà — la legge ti permette di azzerare i debiti e ripartire da zero se sei stato meritevole.
Il passato non deve ipotecare il tuo futuro.
CONTATTAMI PER UN'ANALISI GRATUITA DELLA TUA SITUAZIONE Dott. Gabriele Scarpaci – Esperto in Crisi da Sovraindebitamento
Questa è la storia di una famiglia numerosa che, travolta da una serie di imprevisti lavorativi e spese mediche, rischiava di perdere la casa. Grazie alla "Ristrutturazione dei Debiti del Consumatore", siamo riusciti a rendere il loro debito sostenibile e a fermare la pressione delle banche.
La vicenda riguarda una coppia con quattro figli. Nel 2016 acquistano la loro prima casa, ma poco dopo inizia una "reazione a catena" che destabilizza il loro equilibrio economico:
Spese Straordinarie: Lavori urgenti di messa a norma degli impianti e riparazioni condominiali impreviste li costringono a ricorrere a diversi finanziamenti.
La Perdita del Lavoro: Nel 2018, lei perde l'impiego a causa della chiusura dell'attività presso cui lavorava. Contemporaneamente, la famiglia accoglie il quarto figlio.
L’Effetto COVID: Tra il 2019 e il 2020, la riduzione delle ore di lavoro e la cassa integrazione portano il bilancio familiare in rosso profondo.
L'Aggressività degli Istituti: Nonostante la loro volontà di pagare, la banca revoca improvvisamente il fido e la carta di debito, prelevando forzosamente le somme dagli stipendi e lasciando la famiglia senza la liquidità necessaria per la spesa quotidiana.
La coppia si è presentata da me con un debito complessivo che superava i 166.000 €, a fronte di entrate che bastavano a malapena per la sopravvivenza del nucleo familiare.
Debito Totale (Lui): € 90.755
Debito Totale (Lei): € 75.297
Entrate Totali Mensili: € 1.850 (circa)
Spese per 6 persone: € 1.872 (Sostentamento minimo calcolato su parametri ISEE)
Bilancio: Negativo. Ogni mese la famiglia accumulava nuovi debiti solo per mangiare.
Il punto di svolta della nostra difesa è stata l'analisi del Merito Creditizio. Abbiamo dimostrato al Giudice che la banca, nel 2016, aveva erogato un mutuo di 140.000 € a un soggetto che, calcolatrice alla mano, non avrebbe potuto sostenerlo date le dimensioni del nucleo familiare.
Secondo il Codice della Crisi (Art. 67 D.L. 14/2019), se la banca eroga credito in modo irresponsabile, non può opporsi al piano di ristrutturazione proposto dal debitore.
Il Tribunale ha omologato il piano familiare, riconoscendo la meritevolezza della coppia e la sostenibilità della nostra proposta.
Debito Totale iniziale : € 166.052
Rata Mensile Totale iniziale : Oltre € 1.200 (insostenibile)
DOPO L'OMOLOGA
Debito Totale residuo: 45.708,00
Durata del Piano: 84 mesi (7 anni) con rata mensile di € 557
Sconto Ottenuto: Circa il 73% del debito stralciato
I benefici immediati:
Salvataggio della Casa: Il mutuo è stato ristrutturato e la casa è rimasta alla famiglia.
Stop ai Pignoramenti: Blocco immediato di ogni azione esecutiva o disturbo da parte dei recupero crediti.
Ritorno alla Serenità: Una sola rata mensile proporzionata alle reali capacità della famiglia.
Molte famiglie vivono nel terrore di perdere tutto perché le banche "chiudono i rubinetti" nel momento del bisogno. Questa sentenza dimostra che la legge tutela il consumatore quando il sovraindebitamento non è colpevole e quando gli istituti di credito hanno concesso prestiti senza valutare correttamente la capacità di rimborso.
Se ti senti soffocare dalle rate e le banche non vogliono ascoltarti, esiste una via d'uscita legale.
CONTATTAMI PER UN'ANALISI GRATUITA DELLA TUA SITUAZIONE
Dott. Gabriele Scarpaci – Esperto in Crisi da Sovraindebitamento
Un uomo di 55 anni, ex imprenditore, da anni in difficoltà economiche che lo avevano ormai schiacciato.
Per oltre 20 anni aveva gestito una piccola attività. Poi, una serie di eventi gravi e imprevisti hanno fatto crollare tutto: la malattia e la perdita della madre, la crisi dell’azienda, cartelle esattoriali, rate fiscali insostenibili, debiti con banche e finanziarie.
Nel frattempo ha dovuto chiudere la ditta ed è diventato dipendente, con uno stipendio di circa 1.100 euro al mese, insufficiente anche solo per vivere serenamente. I debiti complessivi superavano 170.000 euro.
L’unico patrimonio era composto da due piccoli magazzini e un piccolo terreno, per un valore molto più basso rispetto al debito, pari a circa 90.000 euro. La situazione era chiara: anche vendendo tutto, non sarebbe mai riuscito a pagare.
La soluzione:
Abbiamo presentato al Tribunale una procedura di liquidazione controllata. Il piano prevede:
- la vendita dei pochi beni rimasti,
- il pagamento delle spese di procedura, e la distribuzione delle somme ai creditori secondo la legge.
Una parte dei debiti verrà pagata solo in minima percentuale con la vendita dei beni.
Il resto verrà cancellato per legge.
Se sei in una situazione simile rivolgiti ad Equilibrio Debiti Consulting.
Dott. Gabriele Scarpaci
Una giovane coppia con due figli minorenni da anni, pur facendo enormi sacrifici, non riusciva più a sostenere il peso dei debiti.
Nel 2009 avevano acceso un mutuo ipotecario per acquistare la prima casa. Negli anni successivi, per far fronte alle normali spese familiari, avevano sottoscritto alcuni finanziamenti. Per molto tempo hanno sempre pagato tutto, rinunciando a qualsiasi extra, chiedendo aiuto a parenti e amici, pur di non saltare una rata.
Poi è accaduto l’imprevisto.
Un grave incendio domestico ha distrutto gran parte dell’appartamento e dell’arredamento. Le spese per rendere di nuovo abitabile la casa hanno fatto saltare ogni equilibrio. Da quel momento il bilancio familiare è diventato insostenibile.
La situazione:
Un solo reddito da lavoro dipendente: circa 1.700 € netti al mese
La moglie disoccupata
Spese familiari mensili: oltre 1.170 €
Due figli minorenni
I debiti complessivi (escluso il mutuo prima casa, regolarmente pagato) tra prestiti personali, carte di credito, cessione del quinto e finanziamenti revolving superavano i 100.000 €.
Nonostante la volontà di pagare, era evidente che con quei redditi non sarebbe mai stato possibile rientrare da tutto senza sacrificare la dignità della famiglia.
Anche ipotizzando la vendita dell’immobile, il ricavato reale in caso di asta sarebbe stato molto più basso rispetto al debito. Continuare a “stringere i denti” non era una soluzione: avrebbe solo aggravato la situazione.
La soluzione: Abbiamo avviato una procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore.
Il piano, omologato dal Tribunale, prevede il versamento complessivo: 14.993 € in 60 mesi con rata totale familiare: 251 € al mese.
Tutto il resto dei debiti viene definitivamente cancellato per legge.
Il risultato:
Su oltre 100.000 € di debiti, la famiglia ne paga meno di 15.000€ in 5 anni con una rata sostenibile
Alla fine del piano:
✔️ tutti i debiti residui saranno estinti
✔️ cessano pignoramenti, segnalazioni, pressioni
✔️ la famiglia può ripartire senza più il peso del passato
il cliente per anni ha sempre pagato tutto.
Non era un “cattivo pagatore”, non aveva mai saltato una rata.
Poi la sua vita è cambiata in poco tempo.
La separazione dalla moglie, con l’obbligo di mantenimento dei figli, ha fatto saltare l’equilibrio economico.
Allo stesso tempo, il suo stato di salute – già compromesso da una patologia cronica importante – è peggiorato, portandolo in una condizione di forte stress e fragilità.
Fino a quel momento, i finanziamenti accesi erano sempre stati sostenibili.
Dopo il divorzio, invece, le spese hanno iniziato a superare le entrate.
Per cercare di reggere, ha accettato una proposta di consolidamento dei debiti.
L’idea era semplice:
un’unica rata per chiudere tutto. In realtà è stato l’inizio del tracollo. Il nuovo prestito, di 10 anni, con una rata da 569 € al mese, è servito a estinguere:
vecchi prestiti personali
carte di credito
una cessione del quinto
rate per lavori in casa
finanziamenti per l’auto
spese familiari
Ma il reddito non reggeva più quel peso. Nel frattempo si è rivolto anche a uno studio legale, pagando 182 € al mese, senza però ottenere una vera soluzione.
Lavoro dipendente a tempo indeterminato
Circa 1.300 € netti al mese
Circa 2.000 € al mese
Ogni mese mancavano oltre 700 € per arrivare a fine mese.
Consolidamento: 51.794 €
Prestito personale: 15.893 €
Cessione del quinto: 7.920 €
Altro finanziamento: 6.539 €
Totale oltre 82.000 €
Aveva anche un mutuo, ma quello veniva regolarmente pagato e non è stato toccato.
il Cliente possedeva alcune quote di immobili, ma il valore reale in caso di vendita forzata sarebbe stato molto più basso rispetto al valore di mercato.
Anche vendendo tutto, i creditori non sarebbero stati soddisfatti e lui avrebbe perso i beni senza risolvere i debiti.
Abbiamo avviato una procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore.
Il piano omologato prevede:
14.293 €
84 mesi (7 anni)
239 € al mese
Tutto il resto dei debiti viene cancellato per legge.
Su oltre 82.000 € di debiti, ne pagherà poco più di 14.000 €.
Alla fine del piano:
✔️ nessun pignoramento
✔️ nessuna segnalazione
✔️ nessuna pressione
✔️ debiti residui estinti
✔️ una vita finalmente sostenibile
Per tutta la vita ha lavorato onestamente, senza mai immaginare che un giorno si sarebbe trovato con la casa pignorata e i debiti che crescevano senza controllo.
La sua storia non nasce da spese folli, ma da un progetto familiare costruito con amore: creare un’attività agricola per garantire un futuro ai figli e alla nipote.
Per questo ha fatto ciò che molti genitori farebbero:
ha messo i propri beni a garanzia per aiutare la figlia ad avviare un’impresa.
Non era socio, non guadagnava nulla, non aveva ruoli nell’azienda.
Era solo un padre che si fidava.
All’inizio tutto sembrava funzionare. Con risparmi personali e contributi pubblici, è stato realizzato un impianto per la coltivazione : serre, strutture, vasche, capannoni.
I primi anni davano speranza.
Ma poi sono arrivati:
rincari delle materie prime
ritardi nei finanziamenti pubblici
difficoltà di mercato
problemi familiari
e, soprattutto, il fallimento dell’ex marito della figlia, che ha trascinato con sé debiti enormi.
Su molti di quei finanziamenti, lui figurava come garante o datore di ipoteca.
Quando l’attività non ha più retto, i creditori non si sono rivolti alla figlia…
ma a lui.
Nel frattempo sono sopraggiunti gravi problemi di salute, ricoveri, un infarto, cure costose.
La figlia, rimasta sola con una bambina, è tornata a vivere con i genitori.
Da quel momento:
le rate hanno iniziato a saltare
sono arrivate le prime ingiunzioni
poi i precetti
infine i pignoramenti sugli immobili
Il peso psicologico era enorme.
Oggi la famiglia vive con due pensioni, per un totale di circa:
➡️ 1.270 € al mese
Con queste entrate dovevano affrontare:
un mutuo ipotecario superiore a 150.000 €
debiti fiscali con l’Agenzia delle Entrate
spese legali e bancarie
finanziamenti residui
I debiti complessivi superavano 180.000 €.
Anche vendendo tutto all’asta, il ricavato non avrebbe coperto neppure la metà del debito.
Continuare a resistere significava solo perdere tutto e restare comunque indebitati.
È stata avviata una procedura ex art. 67 del Codice della Crisi, con l’ausilio dell’OCC e del Tribunale.
Il piano prevede:
61.393 € totali
di cui 15.000 € subito
e 84 rate da 553 €
Tutto il resto viene cancellato per legge.
Da una situazione senza via d’uscita, con la casa pignorata e la paura costante, oggi questa famiglia ha:
✔️ una rata sostenibile
✔️ la sospensione delle esecuzioni
✔️ la protezione del Tribunale
✔️ una data di fine debiti
La signora si è rivolta a noi dopo anni vissuti nell’ansia, pur non avendo mai chiesto prestiti per sé.
Il suo problema nasce da una fideiussione firmata per il marito, imprenditore.
Quando l’azienda del coniuge è entrata in crisi, lei si è ritrovata improvvisamente coinvolta in debiti enormi, pur non avendo mai beneficiato direttamente di quei finanziamenti.
Con il tempo, la situazione familiare è peggiorata:
i rapporti con il marito si sono incrinati e Rita ha deciso di tutelarsi autonomamente, cercando una soluzione solo per sé.
L’impresa del marito ha iniziato a perdere fatturato a causa:
crisi del settore,
forte concorrenza,
costi anticipati
sanzioni e interessi per ritardi nei pagamenti.
Nel giro di pochi anni l’azienda non è più riuscita a sostenersi.
La moglie, in qualità di garante, si è ritrovata esposta verso banche, finanziarie e Agenzia delle Entrate, senza avere mai gestito direttamente l’attività.
Pensione: 2.073 €
Rendita da eredità: 1.648 €
Entrate totali: circa 3.720 € al mese
circa 1.450 €
Oltre 620.000 € di esposizione complessiva, così suddivisa:
Debito ipotecario verso banca: 181.522 € (solo la sua quota)
Debiti fiscali: 260.967 €
Prestiti personali e pignoramenti: circa 180.000 €
Nonostante possedesse alcune quote immobiliari, il loro valore reale in caso di vendita forzata sarebbe stato molto più basso, con una perdita fino al 50% rispetto al valore di mercato.
In caso di esecuzione, i creditori avrebbero incassato molto meno e lei avrebbe perso tutto.
Abbiamo avviato una procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore, prevista dal Codice della Crisi.
Il piano prevede:
Importo complessivo: 231.076 €
84 rate da 2.750 €
Durata: 7 anni
Tutto il resto viene cancellato per legge.
Su oltre 620.000 € di debiti, ne pagherà circa 231.000 € in modo sostenibile.
Alla fine del piano:
✔️ cessano pignoramenti ed esecuzioni
✔️ non potrà più essere aggredita dai creditori
✔️ i debiti residui saranno estinti
✔️ potrà finalmente vivere senza paura
Una coppia di coniugi, entrambi oltre i 70 anni, si è rivolta a noi dopo una vita di sacrifici e responsabilità.
Il marito è un pensionato che, per anni, ha sempre onorato ogni impegno con banche e finanziarie. Nonostante l’età, ha persino lavorato fuori sede pur di non saltare una rata del mutuo e dei finanziamenti.
Con il tempo, però, le spese familiari sono aumentate:
uno dei figli ha intrapreso studi universitari lontano da casa, l’altro ha avuto bisogno di aiuto economico per avviare una piccola attività.
Come accade a tante famiglie, i genitori hanno fatto di tutto per sostenere i figli, anche oltre le proprie possibilità. Poco alla volta, oltre metà della pensione veniva assorbita dalle rate, lasciando ben poco per bollette, spesa e cure mediche.
La coppia non stava più vivendo: stava solo cercando di “resistere”.
Nonostante la buona fede e la volontà di pagare, la situazione era ormai diventata oggettivamente insostenibile.
Un solo reddito: pensione
Entrate mensili: circa 2.500 €
Moglie disoccupata
Nucleo familiare: 3 persone
Spese familiari mensili: circa 2.250 €
Mutuo ipotecario: 81.470 €
Debiti fiscali: circa 8.500 €
Fido e prestiti personali: circa 26.000 €
Debiti totali superiori a 115.000 €
La famiglia possedeva due immobili, ma il valore reale in caso di vendita all’asta sarebbe stato inferiore di oltre il 60% rispetto al valore di mercato.
In caso di esecuzione forzata, i creditori non avrebbero comunque recuperato il loro credito, e la famiglia avrebbe perso tutto.
Abbiamo costruito un piano di ristrutturazione su misura, che il Tribunale ha ritenuto sostenibile e conveniente per tutti.
Importo totale da versare: 84.744 €
Durata: 6 anni
Rate:
750 € al mese per 72 mesi
514 € al mese per 60 mesi
Poiché la moglie non ha reddito, tutte le rate vengono sostenute dal marito.
Tutto il restante debito viene cancellato per legge.
Su oltre 115.000 € di debiti, la famiglia ne pagherà circa 84.000 € in modo sostenibile, senza perdere dignità e senza vivere sotto pressione.
Alla fine del piano:
✔️ i debiti residui saranno estinti
✔️ nessun creditore potrà più agire
✔️ cessano pignoramenti e segnalazioni
✔️ la famiglia potrà finalmente vivere con serenità
Una famiglia composta da marito, moglie e due figli ha deciso di ricorrere al sovraindebitamento dopo anni di sofferenza economica, emotiva e personale.
La loro storia non nasce da spese folli o leggerezza, ma da una serie di eventi gravi che hanno segnato profondamente la loro vita.
Il capofamiglia aveva lavorato per molti anni come dipendente, poi aveva deciso di aprire una piccola attività in proprio. Purtroppo, a causa di minacce ed estorsioni subite, è stato costretto a chiudere la ditta nel giro di pochi mesi. Da quel momento è iniziato un lungo periodo di paura, isolamento e difficoltà psicologiche che lo ha tenuto lontano dal lavoro per diversi anni.
La famiglia, per sopravvivere, è stata aiutata dai genitori della moglie.
Nel frattempo i debiti sono aumentati, perché per pagare quelli vecchi venivano accesi nuovi finanziamenti.
Un classico circolo vizioso del sovraindebitamento.
Solo dopo anni l’uomo è riuscito a rientrare nel mondo del lavoro, ma con stipendi bassi e precari.
Anche quell’impiego è poi terminato per crisi aziendale.
Un solo reddito da lavoro dipendente
Stipendio lordo: 1.450 € al mese
Moglie disoccupata
Spese familiari mensili: 1.240 €
Quattro persone a carico
I debiti complessivi superavano 155.000 €, tra:
banche e finanziarie
debiti fiscali
carte di credito
vecchi lavori non pagati
Nel frattempo esisteva anche un pignoramento sullo stipendio.
La famiglia possedeva solo piccoli immobili di modesto valore, che in caso di asta non avrebbero mai coperto i debiti.
Anche vendendo tutto, non sarebbe mai stato possibile pagare.
Abbiamo presentato una procedura familiare di ristrutturazione dei debiti.
Il piano prevede:
Importo totale da versare: 20.919 €
Durata: 72 mesi
Rata: 291 € al mese
Tutto il resto dei debiti viene cancellato per legge.